Tra
il 2 agosto ed il 16 ottobre 1979 Michele Sindona mette in atto una complicatissima messinscena
caratterizzata da quattro elementi:
- la sua "fuga" in Sicilia
- la presenza costante al suo fianco di
massoni e mafios
- un'immensa produzione di scritti, spesso
contorti ed oscuri, dal fine chiaramente ricattatorio
- l'eliminazione del suo più diretto
avversario: l'avv. Giorgio Ambrosoli, curatore fallimentare della Banca privata di sua
proprietà. Il tutto inquadrato nella sceneggiata del suo finto rapimento, attuato da un
fantomatico gruppo terroristico di sinistra e conclusosi con un altro inganno: il
ferimento dello stesso Sindona. Ancora oggi nessuno è riuscito a chiarire fino in fondo
non tanto i contorni di questa vicenda, quanto il suo esatto scopo.
Di seguito pubblichiamo alcuni documenti tratti dall'attività istruttoria della
magistratura di Milano, conclusasi il 17 luglio 1984, e che è |