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I MISTERI IRRISOLTI |
Vi
proponiamo una serie di casi famosi che hanno lasciato dubbi ed
incertezze, nonostante i lunghi anni d'indagini ed i ripetuti
processi. Cliccate sulle foto per i dettagli.
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LUIGI TENCO:
Il 27 gennaio 1967, rinchiusosi nella sua camera in una dependance dell'Hotel Savoy, fu poi trovato morto dalla cantante Dalida. Il corpo riportava un foro di proiettile alla testa.
Fu trovato un biglietto vergato a mano - contenente il seguente testo:
« Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda "Io tu e le rose" in finale e ad una commissione che seleziona "La rivoluzione". Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi. »... |
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ALDO MORO: Il 16 marzo 1978, il presidente
dell'allora Democrazia Cristiana italiana, On. Aldo Moro, venne
sequestrato a Roma a Monte Mario in via Fani dalle Brigate Rosse e
gli uomini della sua scorta vennero assassinati. Viene rapito mentre
si stava recando in Parlamento per partecipare al dibattito sulla
fiducia del nuovo governo Andreotti costituito con l'appoggio e
l'ingresso del PCI nella maggioranza programmatica e parlamentare,
da Moro ampiamente favorito... |
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I
FRATELLI SAVI:
La sera del 21 novembre 1994 Roberto Savi, assistente capo della
polizia di stato della Questura di Bologna, viene arrestato dai
colleghi con l' accusa di essere uno dei membri della banda della
Uno bianca.Pochi giorni dopo viene arrestato anche il fratello Fabio
Savi, camionista, che stava cercando di fuggire con la fidanzata Eva
Mikula in Austria. Il terzo fratello Savi, Alberto, anche lui
poliziotto, verra' arrestato il 26 novembre...
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MICHELE SINDONA:
Il 20 marzo 1986 é una giornata come altre nel carcere speciale di Voghera. Il finanziere Michele Sindona si é appena svegliato. E' stradiato ancora nel letto della cella. Gli agenti di custodia aprono il portellone. Una, due, tre mandate. Ecco, ora entrano e consegnano la colazione al banchiere siciliano. Il caffé é servito dentro una tazzina. Sindona si siede, apre il contenitore in acciaio e beve tutto di un fiato. Sono le 8,30 |
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ENZO TORTORA:
Il caso Tortora comincia nell'estate del 1983. Il presentatore televisivo viene tenuto in carcere per sette mesi, ottenendo appena tre colloqui con i suoi inquirenti. Gli indizi che lo accusano sono debolissimi, praticamente inesistenti: oltre alle parole dei collaboratori di giustizia, soltanto un’agendina trovata nell’abitazione di un camorrista. Un nome scritto a penna e un numero telefonico. Solo dopo lungo tempo si saprà che quel nome non era "Tortora", ma "Tortosa" e che il recapito del telefono non era quello del presentatore.
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PIER PAOLO PASOLINI:
2 novembre 1975. Ostia, 30 chilometri da Roma. Una stradina stretta, non asfaltata, composta da ghiaia e pietre, costeggia una baraccopoli con tetti di latta, muri di cartone e sporcizia dappertutto, dove vivono centinaia di persone al di sotto della soglia minima di povertà. Sarà il giorno in cui, dalla densa nebbiolina di mare, emergerà ai bordi dello sterrato il corpo martoriato e senza vita di Pier Paolo Pasolini, 53 anni, scrittore e poeta, regista ed intellettuale, personalità unica e irripetibile della cultura italiana. Il giorno del funerale di Pier Paolo Pasolini lo scrittore Alberto Moravia griderà tutta la sua rabbia al mondo |
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DONATO BILANCIA: 16 ottobre 1997 - 6 maggio 1998. Poco meno di sette mesi.. Corre lungo queste date la carriera criminale di Donato Bilancia, tra i più feroci serial killer italiani, condannato dalla Corte d'Assise di Genova a 13 ergastoli e 28 anni di reclusione.17 delitti senza apparente motivo, con un'unica ragione di fondo: la vendetta. Lungo questo movente, generico si è mossa la confessione di Donato Bilancia, avvalorata dal PM, Enrico Zucca. E solo nella vendetta starebbe la spiegazione ufficiale di una vicenda che ha segnato di orrore, paura e morte in Liguria. |
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ANNA MARIA FRANZONI:
La tragica vicenda di Cogne fa riflettere non solo sulla brutalità dell'evento ma anche sulla dinamica. Chi indaga sul movente non può fare a meno di soffermarsi pure sulle modalità del delitto, la cui esecuzione può indurre gli specialisti delle mente umana a ipotizzarlo quale opera di un malato di mente.
L'assenza di pianificazione e di uno scopo apparente, l'estrema violenza su un bimbo tanto piccolo. Questi gli elementi a sostegno dell'idea che "a compiere il delitto di Cogne sia stata una persona affetta da un disturbo mentale". |
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ERIKA E OMAR:
Li ha frantumati davvero i suoi 16 anni, Erika De Nardo. Li ha gettati via, insieme con la vita della madre e del fratello, Gianluca, 12 anni, tanto perfetto, a scuola, a calcio, a fare il chierichetto, quanto lei veniva considerata ribelle. Bocciata al liceo scientifico, fidanzata con un ragazzo di 17 anni, Omar, diverso dalla gente che la sua famiglia frequentava. Gli scontri sono soprattutto con mamma, Susy, che la tiene d’occhio e vuole controllarla. Che ha paura di brutte compagnie e della droga. Erika si è bruciata il futuro, per qualcosa che a lei deve essere parso ingiustificabile, insormontabile. |
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